Francesco ai musulmani: "I riti religiosi ereditati devono essere protetti"
Giovedì, Francesco ha visitato la Moschea Istiqlal a Giacarta, in Indonesia, per incontrare i rappresentanti di decine di false religioni.
È stato ricevuto dal Grande Imam, Nasaruddin Umar.
Nella moschea, Francesco e Umar hanno ascoltato brani del Corano cantati da una giovane donna e la parabola del Buon Samaritano dal Vangelo di Luca letta da un sacerdote.
Poi, Francesco e Umar hanno firmato un'altra dichiarazione congiunta sulla "fraternità", intitolata: Promuovere l'armonia religiosa per il bene dell'umanità". Lo scarabocchio interreligioso è lungo almeno meno di 400 parole. Si impegna a difendere la "dignità umana" e a combattere il "cambiamento climatico".
In un discorso che omette qualsiasi riferimento a Cristo, Francesco ha chiesto al Paese musulmano di coltivare "l'amicizia" e "l'armonia" come "pellegrini in cammino verso Dio".
Francesco, che combatte il rito romano, ha aggiunto che "gli aspetti visibili delle religioni - riti, pratiche, ecc. - sono un patrimonio che deve …Altro
Secondo il signor Bergoglio i riti ereditati dai Musulmani debbono essere preservanti, quelli dei Cristiani NO! Non a caso il despota bianco-vestito ha proibito la Messa di Sempre!
In Matteo si legge che Gesù, riferendosi ai farisei. dice ai discepoli: "Lasciateli! Sono ciechi che guidano altri ciechi. Quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due finiscono nel fosso". Chi vorrà farsi guidare ancora da questi ciechi?
Bergoglio ha osato prendere il nome di "Francesco" in onore del Santo di Assisi, dimenticando che quest'ultimo aveva rischiato il martirio nel tentativo di convertire al cristianesimo i musulmani.
Nel giugno del 1219 Francesco e un altro frate di nome Illuminato raggiunsero il campo dei crociati che assediavano Damietta da qualche tempo. Tra la fine di quell’estate e l’inizio dell’autunno, i due frati attraversarono la “terra di nessuno” che divideva i crociati dai musulmani e chiesero di parlare con il sultano al-Kamil, discendente del grande Saladino. Sul fatto che i due si incontrarono e che, tramite interpreti, si parlarono, nessuno oggi dubita più.
Non abbiamo nessun ricordo personale del santo, né cronache musulmane che ci riportino i contenuti di quel celebre incontro. Tuttavia, tra le fonti di parte cristiana ne spicca una contenuta nella biografia di Francesco scritta da san Bonaventura alcuni decenni dopo e che riporta la testimonianza di frate Illuminato. Eccone un passo decisivo. Il sultano si sarebbe così rivolto al santo:
«Il vostro Dio ha insegnato nei suoi Vangeli che non si deve rendere male per male... Quanto più dunque i cristiani non devono invadere la nostra terra?».
Niente male: al-Kamil usò il Vangelo come strumento per accusare i crociati di violenza e aggressione. Ma sentiamo la replica di Francesco:
«Non sembra che abbiate letto per intero il Vangelo di Cristo nostro Signore. Altrove dice infatti: “Se un tuo occhio ti scandalizza, cavalo e gettalo lontano da te”..., con il che ci volle insegnare che dobbiamo sradicare completamente... un uomo per quanto caro o vicino — anche se ci fosse caro come un occhio della testa — che cerchi di toglierci dalla fede e dall’amore del nostro Dio. Per questo i cristiani giustamente attaccano voi e la terra che avete occupato, perché bestemmiate il nome di Cristo e allontanate dal suo culto quelli che potete. Se pero voleste conoscere il creatore e redentore, confessarlo e adorarlo, vi amerebbero come loro stessi».
Insomma, in un colpo solo Francesco difese l’opera del crociati e propose al sultano la conversione.
È vero che questo dialogo non è direttamente attribuibile a Francesco; tuttavia è l’unico resoconto disponibile di un testimone oculare, frate Illuminato, e non c’è un motivo specifico per non utilizzarlo, sia pure con cautela.
Del tutto contrario da quanto affermato dai Pontefici, si veda a esempio Papa Eugenio IV nel Concilio di Firenze.