OMELIA XXVI DOMENICA TEMPO ORD. - ANNO C - (Lc 16,19-31)
"Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti"
di Padre Mariano Pellegrini
Il Vangelo di oggi ci presenta la famosa parabola di Lazzaro e del ricco, che tradizionalmente è detto epulone. Nell'antichità romana l'epulone era l'incaricato di preparare il solenne banchetto nell'anniversario della fondazione del tempio di Giove Capitolino. L'uomo ricco della parabola veste di bisso, cioè di finissimo lino molto apprezzato per la sua morbidezza, e ha un mantello di porpora. Sembra che tutto il suo da fare consista nell'imbandire ogni giorno lauti banchetti per gozzovigliare con gli amici tra musica e danze.
Al ricco fa riscontro il povero che, caso unico nelle parabole, ha un nome: Lazzaro, forma breve e popolare di Eleazaro. Vi è questo nome o perché Gesù si riferiva a un personaggio realmente esistito, oppure perché il nome Eleazaro, di cui Lazzaro è un diminutivo, significa "Dio soccorre" e ben si addice al senso della parabola.
Lazzaro …Altro
Come si fa ad essere santi? LE DOMANDE GRANDI DEI BAMBINI. Pentecoste.
I bambini sono intelligenti, intuitivi, assetati di verità e conoscenza. Le loro domande non sono banali o scontate, anzi molte volte risvegliano le domande che gli adulti stessi hanno messo a tacere e che invece portano nel cuore.
Partendo da questo presupposto, l'Ufficio catechistico della diocesi di Roma ha realizzato una serie di video che incoraggino i genitori a rispondere ai figli.
La giornalista e scrittrice Costanza Miriano, mamma di quattro figli, sottoporrà settimanalmente gli interrogativi dei bambini sui grandi temi della vita a padre Maurizio Botta, per lasciare che il Vangelo della domenica dia loro una risposta.
"Come si fa ad essere Santi?" è la domanda di un bambino che Costanza rivolge a Padre Maurizio. Il desiderio di avventura, di vita piena, di cose grandi, immense, risuona in ogni animo giovane. Ma lo scontro con le proprie incapacità può farci scoraggiare e infine desistere, gettandoci nella …Altro
IV domenica di Pasqua.
“Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola”.
VANGELO SECONDO GIOVANNI (capitoli da 1 a 5)
Inno alla Parola di Dio.
Giovanni Battista presenta Gesù come agnello di Dio.
I primi discepoli di Gesù.
Primo miracolo di Gesù alle nozze di Cana.
Il tempio ed il corpo di Gesù.
Il dialogo di Gesù con Nicodemo.
Ultima testimonianza di Giovanni Battista.
Colloquio di Gesù con la donna Samaritana.
Guarigione del figlio del funzionario regio.
Guarigione alla piscina di Betesda.
Disputa dell'infermo guarito con i Giudei.
I miracoli ed i prodigi testimoniano che Gesù è il Figlio di Dio.
Otto giorni dopo, venne Gesù.
Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
«Trattato della vera devozione alla Vergine Maria» di San Luigi Maria Grignion de Montfort.
« Totus tuus ego sum et omnia mea Tua sunt. [...] Accipio Te in mea omnia. Praebe mihi cor Tuum, Maria. »
Dal Trattato della vera devozione alla Santa Vergine, 266
Il Purgatorio - Santa Caterina da Genova.
Santa Caterina da Genova, attraverso la sua esperienza mistica, ci apre le porte del Purgatorio. Qui le anime vivono nell'abbandono alla "divina operazione" in cui la contentezza paradisiaca si mescola alla pena infernale del fuoco dell'Amore, che consuma la ruggine dei peccati in una trama intessuta di gioia e speranza. Il Trattato del Purgatorio insieme al Dialogo furono proibiti dall'Inquisizione fino al 1597.
Santa Caterina da Genova.
Nel suo insegnamento spirituale Caterina evidenzia la lotta all'amor proprio. Per la Santa, Dio deve essere amato per se stesso, non per quanto lo temiamo o per quanto da lui riceviamo. Il fine, nella vita spirituale, è arrivare ad amare Dio completamente. Per raggiungere questo scopo è indispensabile spogliarsi dell'amor proprio, in quanto può impadronirsi del cuore e della mente dell'uomo diventando il vero motore del proprio pensare ed agire. In questo modo si esclude Dio dal proprio orizzonte di valori guida. Per purificare l'io cresciuto troppo a scapito del Divino, Dio stesso permette che abbiamo, in questa vita e nel Purgatorio, le sofferenze.
San Giovanni di Dio.
Nato presso Evora (Portogallo) nel 1495, Juan Ciudad (poi Giovanni di Dio) incontrò in ospedale la drammatica realtà dei malati. Decise di consacrare la sua vita al servizio degli infermi, fondando ospedali e una grande famiglia religiosa conosciuta col nome di "Fatebenefratelli". Morì nel 1550.
Dopo la morte, ottenne da Dio numerosi miracoli a favore dei suoi devoti. Fu beatificato da Papa Urbano VIII il 1° settembre 1630 e canonizzato da Alessandro VIII il 16 ottobre 1690. E’ patrono degli ospedali e dei malati.
"Fate il bene per amore di Dio, fratelli miei"
(San Giovanni di Dio)
Santa Comunione.
"Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me ed io in lui" (Giovanni 6,57).
La Santa Comunione è la più intima unione dell’anima con Gesù Cristo. Egli effonde in essa le meraviglie del suo amore.
Die heilige Kommunion ist nicht nur ein Augenblick der geistigen Mahlgemeinschaft, sondern vor allem auch die höchstmögliche persönliche Begegnung des Gläubigen mit seinem Herrn und Gott in diesem Leben. Die dieser Begegnung angemessene Haltung ist jene des Empfangens, der Demut, des geistigen Kind-Seins. Eine solche Haltung verlangt aus sich selbst ausgedrückte Gesten der Anbetung und Ehrfurcht.
Ein sehr schönes Bild.