PREMESSA
In questo periodo forte del Natale, nel quale abbiamo chiesto a Gesù, alla Madre di Dio, ai santi, di convertirci, e così intraprendere un cammino di santificazione, ora possiamo essere strumenti dello Spirito Santo e poter usare i nostri talenti, che Dio ci ha donato da amministrare per l’opera di costruzione del Regno di Dio.
Badate bene che è lo Spirito Santo che un po' alla volta ci porta su ciò che è volontà di Dio. Non dobbiamo essere noi con i nostri pensieri, con i nostri progetti a costruire il Regno di Dio, ma è Dio stesso che ci svelerà quale è il piano per noi. A noi il dovere di formarci sulla Parola di Dio, su i documenti della Chiesa, di pregare con costanza, di servirci dei sacramenti e soprattutto di restare in grazia di Dio, perché con peccati mortali sulla coscienza, saremo lontani da Dio ed Egli non potrà far uso di noi per la sua opera di salvezza delle anime.
Detto questo Giosuè, un nostro amico nella fede mi chiede di pubblicare questa ispirazione interiore, che è l’ultima che ricevette nel 2020 e la pubblico a maggior gloria di Dio e per la salvezza delle anime.
7.09.2020 - I TALENTI
Scrivi figliolo. Tu sei con Me e io sono con te, non temere!
Ti rassicuro perché subentra un po' di paura per le prove e per la vita.
Lo so che sei oppresso. Io poi permetto questa sofferenza, per il bene tuo e per le anime che ti sono state affidate. Ai miei servi prediletti affido, anche se loro non lo sanno, delle anime da salvare. Siete poi voi i miei “parafulmini” per quest’umanità peccatrice.
Sì, lo so, anche tu sei peccatore e lo vai ripetendo dentro di te e verso di Me, non per umiltà, ma per verità.
Sì, lo sei, ma per la mia grazia, Io vedo il tuo buon cuore, vedo il desiderio di esserMi gradito, di somigliare a Me, di calcare le mie orme.
Quanti sono gli uomini che considerano la Parola di Dio, verità, che considerano le leggi di Dio dei doni in sapienza affidati agli uomini, per percorre serenamente la loro vita?
Solo tu, e pochi come te, si accorgono dei doni fatti da Dio all’uomo e ogni tanto me ne ringraziano.
Solo pochi eletti, sanati nelle loro ferite spirituali con il sacramento della Confessione, tornano e ringraziano il loro Dio.
Ma degli altri? Come vivono gli altri?
Vivono come Dio non esistesse, o se Dio esiste fa parte della tradizione.
Và invocato solo nei momenti di pericolo, non certo come un compagno di viaggio, non certamente come Colui che ti dà la forza interiore per proseguire nel cammino della vita e delle varie difficoltà.
Che dire poi della conduzione della vita personale?
Ah no, direte, quella è cosa nostra, Dio non deve interferire!
Eppure, come ogni amministratore, l’uomo deve saper tener conto di come vada amministrata la vita, perché il padrone viene, verrà e chiederà al termine della vostra esistenza, come l’avete spesa.
Voi direte, come possiamo anche noi saperlo?
Fate finta di essere ignoranti, eppure vi ho dato le mie sante leggi, il Vangelo, con cui esaminare ogni cosa di voi stessi e della vostra vita, ma non le mettete in pratica.
Fate scorrere il tempo della vita, senza amministrarla bene e poi giunge il termine della vita e a Me, padrone dovete rendere conto.
Siete distratti, avete troppe distrazioni rispetto a quello che dovrebbe starvi a cuore, che è l’obiettivo della vostra vita: la salvezza della vostra anima.
Ecco perché non considerate il dover render conto della vostra vita.
«A chiunque, ha sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».
Perciò, chi avrà lottato, vissuto, raccolto per il Regno di Dio, sarà salvo, chi avrà disperso le doti, i carismi che gli ho affidato e non li ha fatti fruttare per il Regno di Dio, sarà gettato nelle tenebre e nello stridore di denti.
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Pietro da Cafarnao shares this