*GENITORI E FIGLI*
*CCC 2216*. Il rispetto filiale si manifesta anche attraverso la vera docilità e la vera obbedienza: *«Figlio mio, osserva il comando di tuo padre, non disprezzare l'insegnamento di tua madre... Quando cammini ti guideranno; quando riposi, veglieranno su di te; quando ti desti, ti parleranno»* (Prv 6,20-22). «Il figlio *saggio ama la disciplina, lo spavaldo non ascolta* il rimprovero» (Prv 13,1).
*CCC 2217*. Per tutto il tempo *in cui vive nella casa dei suoi genitori, il figlio deve obbedire* ad ogni loro richiesta motivata dal suo proprio bene o da quello della famiglia. *«Figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore»* (Col 3,20). I figli devono anche *obbedire agli ordini ragionevoli dei loro educatori e di tutti coloro ai quali i genitori li hanno affidati.* Ma *se in coscienza sono persuasi che è moralmente* riprovevole obbedire a un dato ordine, *non vi obbediscano*.
Crescendo, i figli *continueranno a rispettare i loro genitori*. Preverranno i loro desideri, chiederanno spesso i loro consigli, accetteranno i loro giustificati ammonimenti. Con l'emancipazione cessa l'obbedienza dei figli verso i genitori, *ma non il rispetto che ad essi è sempre dovuto*. Questo trova, in realtà, la sua radice nel timore di Dio, uno dei doni dello Spirito Santo.

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